Paesaggi resilienti

Progetto “Coltivare paesaggi resilienti”

Fondazione Cariplo ha finanziato il progetto “Coltivare paesaggi resilienti” di cui il Bio-distretto di Valle Camonica è capofila.

Il progetto – i cui partners sono Valcamonica Bio, Parco Adamello, Casa Museo di Cerveno – si prefigge di contrastare l’avanzamento del bosco e l’abbandono delle terre coltivabili terrazzate e non a quote tra 500m e 1500m slm in Valle Camonica, proponendo un modello di catalizzazione delle competenze e delle risorse attorno ad una rete di aziende agricole, enti locali e istituzioni (scuole e musei) in grado non solo di invertire il fenomeno ma di fare dell’agricoltura di qualità un’opportunità di sviluppo, della coesione sociale e della partecipazione una leva di miglioramento della qualità della vita, della collaborazione tra pubblico e privato uni strumento fattivo di salvaguardia e manutenzione del paesaggio.

Grazie al progetto verranno conservati e rimessi a coltura 14.000 mq di terreno su sette comuni – Corteno Golgi, Edolo, Malonno, Saviore dell’Adamello, Cerveno, Losine, Ceto, Lozio – con il coinvolgimento nell’azione di salvaguardia di tredici aziende, del Bio-distretto di Valle Camonica, del Parco dell’Adamello, della Casa Museo di Cerveno.

Obiettivi
  1. sostenere l’azione sul paesaggio delle piccole aziende agricole in termini di sviluppo sostenibile il recupero di terreni abbandonati, l’innesto di specie autoctone, il compimento della filiera produttiva, lo sviluppo del consumo di prossimità .
  2. rendere organica e sistematica l’azione del singolo agricoltore rispetto al contesto ambientale in cui la sua azione si inserisce lavorando congiuntamente su più comuni e renderla efficace rispetto all’obiettivo più ampio di salvaguardia del paesaggio antropico attraverso la collaborazione attiva con il Parco dell’Adamello.
  3. innalzare la qualità delle competenze degli agricoltori attraverso una formazione specialistica sul campo.
  4. consolidare e allargare la comunità resiliente quale rete di soggetti che a diverso titolo agiscono per il raggiungimento degli obiettivi comuni.
  5. innalzare la conoscenza, la consapevolezza e la partecipazione delle comunità locali con azioni di engagement e di educazione.
Strategia

Si tratta di accompagnare un processo in corso e di consolidare una rete esistente. Un processo nato dalla necessità di considerare l’agricoltura biologica o a basso impatto ambientale, di qualità e multifunzionale una reale opportunità per l’agricoltura di montagna. Una rete nata dal basso, che sta crescendo e che va rafforzata ma non irrigidita. L’accompagnamento presuppone l’attivazione dei soggetti che a diverso titolo possono costruire un paesaggio resiliente quale risposta all’avanzamento del bosco e all’abbandono delle terre e dei paesi di gronda.

La strategia d’intervento mira a

  1. dare una direzione chiara alle azioni di ciascun soggetto in campo.
  2. programmare a lungo termine le azioni da fare.
  3. dare circolarità alle azioni perché ciascun soggetto raccolga l’apporto dell’altro.
  4. monitorare e soppesare strada facendo i risultati raggiunti e tarare la misura degli interventi.
  5. disseminare i risultati raggiunti per far crescere la comunità.
Risultati attesi

Ci si prefigge di raggiungere i seguenti risultati:

  1. recuperare i terreni incolti e conservare i terreni coltivati.
  2. recuperare le pratiche dell’agricoltura di rotazione e diffondere le pratiche di agricoltura biologica.
  3. innalzare le competenze degli agricoltori in termini di sviluppo sostenibile e di innovazione.
  4. salvare un paesaggio antropico di grande valore culturale a rischio di estinzione.
  5. chiudere la filiera corta e agevolare il consumo di prossimità.
  6. innalzare la percezione della comunità rispetto al rischio di perdere un paesaggio di grande valore culturale e identitario.
  7. innalzare il grado di interazione e di collaborazione tra gli enti di salvaguardia ambientale, le aziende agricole e le istituzioni culturali.